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Domenico Cimarosa

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di Laura Savani

ritratto di cimarosaDomenico Cimarosa nacque ad Aversa nel 1749. Rimasto orfano a sette anni del padre muratore, morto in un incidente sul lavoro, fu affidato dalla madre lavandaia ai Padri Conventuali al Pendino, il cui organista gli impartì le prime lezioni di musica e lo fece ammettere nel 1761 al Conservatorio di Santa Maria di Loreto.

Protetto dalla cantante Cecilia Checcucci, della quale sposò la figlia Costanza Suffì nel 1777 e, alla morte di essa, nel 1778, la di lei sorellastra Gaetana Pallante, che gli diede due figli, dopo un non troppo felice debutto al napoletano Teatro dei Fiorentini con due farse e una più favorevole accoglienza de "La finta parigina", si impose a Roma nel 1779 con "L'Italiana a Londra" e vide la sua attività estendersi ai maggiori centri italiani ed europei.

Chiamato in Russia per sostituirvi Sarti, che a sua volta aveva sostituito Paisiello, non si sentì sufficientemente apprezzato, nonostante la zarina Caterina II avesse aggiunto agli incarichi di maestro di cappella e direttore della compagnia italiana quello di insegnante di musica dei nipoti Alessandro e Costantino; così nel 1791 chiese congedo.

Sulla via del ritorno si fermò a Vienna, dove Leopoldo II gli offrì casa e uno stipendio di 12.000 fiorini. Su libretto del poeta cesareo Giovanni Bertini, succeduto nel 1790 a Da Ponte, il 7 febbraio 1792 andava in scena al Burgtheater il suo capolavoro, "Il matriminio segreto".
Il libretto, tra i migliori delle opere del Settecento, era tratto in parte da "The clandestine marriage" degli inglesi Colman e Garrick, in parte da "Sophie, ou Le marriage caché" della francese M.me Riccoboni.

La morte di Leopoldo II indusse il compositore a tornare a Napoli e a dedicarsi tra il 1793 e il 1797 ad una intensa attività per i teatri italiani.

Coinvolto pesantemente nella Rivoluzione Partenopea, al ritorno dei Borboni fu imprigionato e poi graziato; ritenne comunque opportuno lasciare Napoli per Padova e Venezia. Qui morì nel 1801, probabilmente di cancro.

 

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