barocco e rococò, arte cultura e storia tra seicento e settecento
di Laura Savani
Il secolo d'oro della pittura fiamminga si annunciò ad Utrecht che riuniva, nei primi decenni del XVII secolo, un gruppo di artisti formatisi sotto l'influsso di Orazio Gentileschi e di Caravaggio: G. Van Honthorst, H. Terbrugghen, A. Bloemaert.
Con il fiorire della borghesia si moltiplicarono le commissioni, tranne che sul piano delle grandi imprese decorative; prevalsero il quadro da cavalletto, ritratti, pitture di genere, nature morte.

Il Seicento corrispose al manierismo tardivo e subì l'influenza del tenebrismo. Il pittore tedesco Adam Elsheimer, fu una guida per gli olandesi della capitale pontificia, dove si trovava fin dal 1600, per la sua conoscenza dei giochi di luce e degli effetti notturni: il suo esempio si aggiunse alla forza del luminismo.
Fra gli olandesi che passarono per l'Italia figurano Hendrick Terbrugghen (1588-1629) e Gerrit Van Honthorst (Gherardo delle Notti, 1590-1656).
Il primo, dopo aver soggiornato nella penisola dal 1604 al 1614, arrivò quell'anno a Utrecht, dove coltivò un'arte potentemente plastica, dai forti contrasti di colore, dall'espressione vigorosa ma anche dalla grazia poetica dei toni sottili.
Il secondo dovette soggiornare a Roma fin dal 1610-1612; studiò lo stile di Caravaggio ma preferì gli effetti di luce artificiale. Di ritorno nei Paesi Bassi, preparò l'arrivo di un talento superiore, quello di Hans Hals, uno dei maestri più grandi dell'arte olandese.
Tra i più grandi artisti di quest' epoca d'oro, Rembrandt spicca tra molti: pittore e incisore, egli oltrepassò gli stili preoccupandosi principalmente di esprimere la vita interiore e spirituale. La sua pittura è barocca per la ricerca di una regia imponente, per i contrasti di luce, per il senso del movimento e per i grandi assi della composizione.
L'arte di Rembrandt rientra anche nell'olimpo dei classicisti ma il suo è un classicismo personalissimo con un uso del colore e del chiaroscuro tipicamente barocchi.
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