barocco e rococò, arte cultura e storia tra seicento e settecento
di Irene Marone
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Balletti per Cantare, Sonare e Ballare (1591)
Il ballo era stato sempre ritenuto un diversivo signorile e distintivo presso le corti rinascimentali italiane: danze di estrazione popolare erano state importate nella musica colte e, all’alba del XVII secolo, introdotte anche in rappresentazioni teatrali e di mimo. Questa crescente importanza sociale e artistica prelude al ruolo centrale che avrà la danza come intermezzo di opere liriche e come genere a sé stante, ad esempio nei grandi balletti della corte di Versailles tra la fine del ‘600 e i primi decenni del ‘700.
I Balletti per Cantare, Sonare e Ballare (1591) ebbero grande fortuna e diffusione ai tempi di Gastoldi, soprattutto per la loro forma a ripetizioni regolari e gli accenti tesi estremamente orecchiabili, ed esercitarono un grande influsso sui madrigali drammatici, dei quali vengono considerati precursori. In Italia Monteverdi e Sartoriosi ispireranno in modo evidente allo stile di Gastoldi, ma i Balletti arriveranno in tutta Europa, influenzando ad esempio lo stile del Lustgarden di Hans Leo Hassler.
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