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Francesco Guardi

di Laura Savani

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Francesco Guardi nacque a Venezia nel 1712, figlio di Domenico Guardi, buon decoratore. Iniziò la sua attività intorno al 1730, insieme al fratello Giovanni Antonio, anche lui pittore.

Le sue prime opere dimostrano un gusto e un'intonazione aspra e drammatica, intensamente espressiva, soprattutto grazie al contorno spezzato e nervoso, il colore a stacchi netti, con improvvisi colpi di luce e audaci deformazioni.

Nelle Figure allegoriche del 1747 sono evidenti gli interessi per lo stretto legame atmosferico tra figure ed elementi paesistici.

Le vedute ideali, come la Veduta di fantasia segnano il passaggio graduale all'attività di vedutista, incoraggiato anche dal netto mutamento di gusto avvertibile nell'ambiente artistico.

 

Le prime vedute del Guardi si ispirano palesemente a Canaletto, tuttavia si trasformano in fantastiche e capricciose visioni della città, liricamente trasfigurata: Piazza San Marco, Isola di San Giorgio, Campo San Zanipolo.

Tonalità argentee e luminose tornano a dominare nelle opere del pittore verso il 1770/1780, animate dalla febbrile agitazione delle macchiette in uno spazio reso sempre più illusionistico come si nota nella Festa della Sensa.

Spazi sempre più ampi vengono racchiusi nel breve campo della veduta; le architetture appaiono quasi corrose dai colpi di luce e si legano più intimamente all'atmosfera a seconda dell'ora del giorno o della stagione. Nascono così i suoi capolavori: Regata al ponte di Rialto, la Laguna, Il Rio dei Mendicanti.

Negli ultimi anni di vita l'artista ricevette commissioni ufficiali dalla Serenissima: l'incarico di illustrare i festeggiamenti per la visita a Venezia di Pio VI (1782) e dei "conti del Nord", i granduchi Paolo e Maria Fedorovna di Russia. Ancora una volta seppe svincolarsi da ogni esigenza documentaria, creando alcuni dei suoi dipinti più liberi e fantastici, come il celebre Concerto di dame della Pinacoteca di Monaco.

Della sua grandezza come disegnatore, di fervida fantasia e potente capacità evocativa, sono testimonianza i quaderni conservati a Venezia nel Museo Correr.

Morì a Venezia del 1793.

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