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Claude Lorrain

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di Laura Savani

Claude Gellée, detto Claude Lorrain (o Claudio Lorenese), nacque a Champagne, Vosgi, nel 1600.
Giunse a Roma certamente prima del 1620: documenti lo ricordano tra i "garzoni" del Cavalier d'Arpino e di Agostino Tassi nella decorazione di villa Lante a Bagnaia presso Viterbo, compiuta nel 1616. Probabilmente poco più tardi soggiornò a Napoli insieme al fiammingo Wals. Tornato a Roma frequentò, come vero e proprio allievo e non più come garzone, la bottega del Tassi, pittore di paesaggi e di decorazioni architettoniche di carattere illusionistico.

 

Nel 1625 Lorrain rimpatriò: risulta che nella distrutta chiesa dei carmelitani a Nancy il pittore affrescò gli sfondi architettonici delle decorazioni che Claude Deruet stava dipingendo nella volta ma negli ultimi mesi del 1626 o nei primi dell'anno seguente tornò a Roma, per non più allontanarsene.

Della sua prima produzione di pittore di decorazioni in palazzi romani non si hanno tracce. Successivamente si dedicò al paesaggio e fu riconosciuto, ben presto, come il più importante pittore di paesaggi in Italia e quindi in Europa.

La sua prima opera certa è l'acquaforte con la Tempesta (1630) conservata al British Museum di Londra insieme con il disegno corrispondente; seguirono altre incisioni in rame.

Per seguire l'attività di Lorrain strumento prezioso è il Liber Veritatis, entrato nelle raccolte del British Museum: si tratta di un album sul quale il pittore, per evitare imitazioni e falsificazioni, copiò in ordine cronologico tutti i suoi dipinti partendo dal 1635. Sul retro dei 195 disegni egli precisò anche il nome del collezionista o il luogo al quale l'opera era destinata: i suoi acquirenti furono prevalentemente il pontefice, numerosi porporati e Filippo IV di Spagna.

Lo studio dell'atmosfera e della luce resta il tema centrale di tutta l'attività pittorica di Lorrain. Dapprima gli effetti luministici sono contrastanti ma dal 1640 stemperati in una luminosità diffusa che diventa diafana nelle ultime bellissime opere, opere che Turner, nell'Ottocento, studiò e che suscitarono anche l'interesse di Corot.

Soltanto gli impressionisti riusciranno, nell'Ottocento, a raggiungere la sottigliezza di Lorrain nel rappresentare i fenomeni di luce e atmosfera. Lo studio di questi due fenomeni, del resto, lo distingue dal suo grande conterraneo e coetaneo Poussin: Lorrain, infatti, si distaccò dal classicismo per interprerare in maniera arcadica ed idilliaca la natura; Poussin partì dal paesaggio classico di Carracci, Lorrain dagli esempi del Tassi, dell'Elsheimer e di Paulus Bril, giungendo a una rappresentazione quasi fiabesca della natura.

Tra le sue opere più belle ricordiamo: Cacciata di Agar, del 1668 e la Veduta di Delfi con una processione, del 1640.

Morì a Roma nel 1682.

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