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Anton Raphael Mengs

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di Laura Savani

Anton Raphael Mengs nacque ad Usti nad Labem, Boemia, nel 1728. Fu avviato alla pittura da bambino dal padre Ismael pittore di corte del re di Polonia Augusto III. Dal padre, nel 1741, fu accompagnato a Roma, dove frequentò lo studio di Marco Benefial per imparare il nudo e quello di Sebastiano Conca per il disegno antico.

Nel suo primo soggiorno romano, durato tre anni, importante, per la formazione della sua personalità classicista, fu lo studio delle opere antiche delle raccolte vaticane e delle Stanze di Raffaello. Da allora Roma divenne per il giovane Mengs la patria ideale.

Rientrato a Dresda nel 1745 fu nominato pittore di camera del re di Polonia ma nel 1746 tornò a Roma per rimanervi altri tre anni. Qui si convertì alla fede cattolica e sposo una giovane romana.

Al suo rimpatrio ricevette la nomina di primo pittore di corte e dipinse quadri per la chiesa del Palazzo Reale.

Nel 1752 tornò a Roma a causa della sua cagionevole salute e strinse amicizia con Winckelmann. Quest'amicizia fu feconda per entrambi e per il movimento neoclassico di cui essi divennero i principali teorici e rappresentanti.

Il suo "Parnaso" dipinto nel 1761 per villa Albani, ispirato all'omonima composizione di Raffaello, divenne il manifesto della nuova pittura, che in opposizione aperta col barocco indicava in Raffaello, Correggio e Tiziano i modelli d'ispirazione.

Nel 1762 uscirono anonimi a Zurigo, dedicati a Winckelmann, i suoi "Pensieri sulla bellezza e il gusto nella pittura" che, insieme ad altri scritti minori redatti in tedesco o francese o castigliano, furono raccolti in due volumi e pubblicati in traduzione italiana dall'amico e ammiratore J. N. de Azara a Parma nel 1780 e quindi a Bassano nel 1783.
In quest'opera Mengs diede il primato a Raffaello per il disegno e l'espressione, al Correggio per la grazia e il chiaroscuro, a Tiziano per il colore; inoltre propugnò la teoria del bello ideale, e cioè di una bellezza formata dalla scelta opportuna di varie parti perfette.

Mengs fu senz'altro più valido come teorico che come pittore dal momento che i suoi dipinti di carattere mitologico e sacro rivelano troppo spesso il lato didascalico. Le uniche opere di un certo interesse sono i ritratti, eleganti e realistici.

Altre sue opere sono gli affreschi, dipinti per volontà di Carlo III di Spagna, nei palazzi reali di Madrid e di Aranjuez, e i dipinti murali nella sala dei Papiri nella Biblioteca vaticana eseguiti per Clemente XIV.

Morì a Roma nel 1799.

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Ritratto di Maria Luisa di Parma. Madrid, Museo del Prado

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