barocco e rococò, arte cultura e storia tra seicento e settecento
di Laura Savani
La natura morta esprimeva nei quadri olandesi il gusto per l'intimità e comprendeva diversi generi. I quadri di fiori, in particolare, spiccano per bellezza e unicità. Maestro in questo campo fu Ambrosius Bosschaert il Vecchio (1573-1621).

Fra i pittori di pasti o di elementi del pasto, ricordiamo Pieter Claesz (1597-1661), Willelm Claesz Heda (1593-1680) e Jan Davidsz de Heem (1606-1684), la cui arte si avvicina al barocco fiammingo per l'esuberanza e il colore.
Un tema particolare, come genere preciso di natura morta, diffusosi soprattutto in Olanda nel XVII secolo, è quello della Vanitas, una forma direttamente influenzata dall'ambiente calvinista dell'università di Leida, dove all'elemento essenziale del teschio sono contrapposti i simboli del potere (corona, tiara), dei piaceri effimeri (frutti maturi, fiori appassiti), delle scienze (libri, strumenti), della leggerezza umana (bolle di sapone, farfalle) e del tempo (moccolo di candela).

Adriaen van Utrecht, Vanitas (1642)
La natura morta rientra comunque nelle forme del classicismo attraverso l'osservazione della realtà: una realtà spesso intima e borghese, velata di poesia, che raggiunge in questo periodo una portata universale.
Per approfondimenti leggi la pagina dedicata alla Natura morta nel periodo barocco
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