barocco e rococò, arte cultura e storia tra seicento e settecento
di Laura Savani
Con l'inizio del XVII secolo si aprì l'epoca d'oro della pittura spagnola, favorita da più frequenti contatti con i principali centri artistici d'Europa e dalla presenza nelle collezioni di corte di numerosi capolavori dei maggiori artisti del secolo precedente.
La lezione di Caravaggio, accolta precocemente in Spagna, si innestò sulla vigorosa tradizione realistica dell'arte iberica, con le opere di Francisco Ribalta, seguito da Juan de Ruelas e da Josè de Ribera, lungamente attivo a Napoli come pittore di corte del vicerè.
A Siviglia, nella bottega di Francisco Pacheco de Rìo si formò Velàzquez che, trasferitosi a Madrid fin dal 1623, divenne rapidamente uno dei massimi protagonisti della pittura del Seicento in tutta Europa. Tra i suoi allievi furono Juan de Pareja, Juan Bautista Martìnez del Mazo e Juan Carreno de Miranda.
A Siviglia e in altri centri andalusi furono attivi nel corso del secolo numerosi artisti di primo piano, come Francisco de Zurbaràn e Bartolomé Murillo, accanto ai quali vanno ricordati Juan Sànchez Cotàn, Alonso Cano, Antonio del Castillo e Juan de Valdés Leal.
Fra i più famosi pittori di scuola spagnola a Madrid sono da ricordare Vicente Carducho, Juan van der Hamen y Leon, Francisco Herrera, Claudio Coello, Francisco Rizi.
Durante la prima metà del XVIII secolo si assistette al progressivo esaurirsi e immiserirsi della grande tradizione secentesca; solo l'attività di artisti stranieri come Giaquinto, Tiepolo e Anton Raphael Mengs portò in Spagna un totale rinnovamento del gusto che si indirizzò, dopo la creazione dell'Accademia di San Fernando e la sua rapida ascesa, verso le forme neoclassiche.
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