barocco e rococò, arte cultura e storia tra seicento e settecento
di Laura Savani
Nato a Bitonto, Bari, nel 1727, Tommaso Traetta fu allievo di Porpora e Durante. Si dedicò presto all'insegnamento del canto e alla composizione di musica religiosa e nel 1751 si affermò con il teatro.
Nel 1758 divenne maestro di cappella presso la corte di Parma, incarico che mantenne fino al 1765 e in questo periodo scrisse numerose opere serie e buffe.
Nel 1765 assunse la direzione del conservatorio dell'Ospedaletto a Venezia e tre anni dopo, su invito di Caterina II, si recò a Pietroburgo succedendo a Galuppi come maestro di corte.
Lasciata la Russia, soggiornò a Londra e poi a Napoli, stabilendosi infine a Venezia dove morì nel 1779.
Considerato un preclassico e uno dei più interessanti operisti italiani del Settecento, Traetta si staccò dalle forme tradizionali e dai moduli espressivi convenzionali, assumendo una nuova intensità drammatica, aderendo altresì ad un processo di assimilazione di elementi del teatro melodrammatico francese e germanico che accolse nel suo stile con un originale procedimento di sintesi.
Sempre nel campo operistico concepì quella riforma volta a superare il rigido schematismo dell'opera seria ed è per questo considerato un precursore di Gluck.
Tra le sue opere ricordiamo lo "Stabat Mater" e un divertimeno per quattro orchestre intitolato "Le quattro stagioni e i dodici mesi dell'anno".
Alfateatro di Torino offre ai lettori di baroque ingressi ridotti per la stagione 2011/2012