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William Hogarth

di Irene Marone

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autoritratto di hogarthWilliam Hogarth nasce nel 1697 a Londra da un maestro di scuola e passa la sua primissima infanzia come apprendista della bottega dell'incisore di stemmi d'argento Ellis Gamble, apprendendo l'arte delle decorazione dettagliata su minuscole superfici.

I suoi primi lavori sono di carattere estremamente popolare, soprattutto cartelli ed insegne di negozi.

Appena adolescente iniziò a frequentare l'ambiente de teatri e , colpito dai caratteri e dalle scene della società londinese dell'epoca, si dedicò ad incisioni satiriche su temi di attualità e politica.

Sempre al mondo del teatro si ispirano alcuni tra i suoi primi lavori, come la serie di incisioni "Mascherate e opere" del 1724, e le illustrazioni per il ""Paradiso Perduto di Milton.

Nel 1728 ritrasse una scena dell'opera teatrale di Jhon Gay "The beggar's opera", in cui sono facilmente riconoscibili gli attori e alcuni aristocratici spettatori molto noti nella Londra del tempo.

Nel 1729 sposa la figlia del pittore James Thornhill e comincia a lavorare su commissione per committenti di ceto elevato, soprattutto come ritrattista. A quegli anni risale una tela andata perduta, il "Ritratto di Enrico VIII e Anna Bolena", di cui rimangono solo gli ammirati resoconti di chi ebbe la fortuna di ammirarla nei giardini di Vauxhall.

Inizia a dipingere opere che diverranno le capostipiti di un nuovo filone, quello delle "Conversation Pieces", scene di conversazione, ovvero ritratti di gruppo che prendendo spunto da fatti privati ed informali, diventando però un vero paradigma sociale e di costume dell'epoca: tra questi ricordiamo le Nozze di Stephen Bechingham e Mary Cox, 1729; La Famiglia Wollaston, 1730; la Famiglia Fountaine; Ricevimento a Wanstead House, 1730; La Recita dell’«imperatore delle Indie»,1731.

 

Un'altra tendenza del tutto nuova inaugurata da Hogarth è quelle di ritrarre, in varie tele progressive e monografiche, l'evoluzione esistenziale di quelli che lui stesso definisce “soggetti morali moderni”. Nella serie del 1732 "Carriera di una prostituta", che consta di sei dipinti e relative incisioni, descrive la vicenda di un'ingenua contadinotta irretita dal fasciono della città mentre in "Carriera di un libertino", una serie di 8 dipinti realizzati tra il 1732-33, descrive l'ascesa, il decadimento e l'epilogo drammatico di un giovane alla moda. In particolare l'ultima tela ritrae la morte del giovane nel manicomio di Bedlam: nulla rimane del sofisticato damerino, ridotto ad un derelitto seminudo accasciato a terra, al cui capezzale accorre solo una donna da lui sedotta in gioventù, tra lo scherno e l'alienazione degli altri pazienti, che sembrano quasi uscire da un quadro di Bosch.

Questa tendenza, che anticipa addiritura quello che sarà un carattere distintivo della Die Brucke all'inizio del Novecento, pone l'accento sulla posizione fortemente polemica di Hogarth verso i modelli di riferimento della borghesia in ascesa e dei valori di buon senso e rispettabilità, unita al gusto del racconto e ad un'analisi attenta degli aspetti reali e quotidiani.

Tuttavia l'attività più redditizia di Hogarth e quella che lo consacrò alla fama del grande pubblico suo contemporaneo fu sempre quella di ritrattista, e tra il 1740 e il 1745 realizza più di cinquanta tele di personaggi dell'aristocrazia londinese, come il Ritratto del Capitano Coram, i Fanciulli Graham, Mary Edwards, Il vescovo Hoadly, Mrs Salter.

i bambini graham

Del 1744 è la serie di sei dipinti e altrettante incisioni Il matrimonio alla moda: il ciclo ruota attorno a un matrimonio combinato da un nobile decaduto e da un ricco mercante, che non esita a sacrificare la figlia per i suoi interessi di ascesa sociale; nella tela con Il contratto, sulla destra è il nobile gottoso, che mostra l'albero genealogico e riceve la dote, mentre il mercante esamina minuziosamente il contratto matrimoniale; sulla sinistra i due giovani ostentamene indifferenti.

Del 1746 è un'altra tela ispirata al mondo del tetaro, che tanto ispirò Hogharth come luogo in cui ceti diversi si incontrano, si confrontano e sfilano, spostando l'attenzione dal palcoscenico drammaturgico a quello sociale: Garrick nella parte di Riccardo III, conservato a Liverpool e rappresentante il celebre attore in scena.

Nel 1735 pubblica un trattato di estetica, The Analysis of Beauty, in cui si schiera su posizioni anti-accademiche considerando tra l'altro la «linea serpentinata» l’elemento primordiale del bello ideale.

servitori

In un passo del trattato, parlando della sua esperienza artistica e la sua attenzione per il sociale ed il reale, è lo stesso artista a rivelarci le fonti da cui attinge per le sue opere, ovvero il teatro e la contemporanea letteratura inglese:

“Ho voluto comporre pitture su tela simili a rappresentazioni sulle scene; e spero che vengano giudicate con lo stesso criterio; ho cercato di trattare il mio soggetto come autore drammatico; il mio quadro è il mio palcoscenico, e attori sono uomini e donne che per mezzo di atti e gesti figurano una pantomima”.

Nel 1754 dipinse una serie in quattro parti sulle Elezioni, in cui il soggetto politico torna protagonista. Particolarmente notevoli sono I momenti della Campagna elettorale e del Banchetto, in cui scene umoristiche si mescolano ad una caustica crtica della società del tempo, servile e corrotta.

Muore a Londra nel 1764.

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