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National Gallery (Londra)  

di Laura Savani

La National Gallery, di recente ampliata, ospita oltre 2200 dipinti e vanta una delle più grandi collezioni d’arte al mondo. Le opere sono esposte in ambienti spaziosi e ben illuminati, con didascalie chiare e con un ordine funzionale.

Questo approccio moderno è in linea con l’età relativamente giovane della National Gallery, voluta dal Parlamento inglese nel XIX secolo e arricchita grazie a successive donazioni.

Seicento internazionale

Il Seicento che fu l’epoca d’oro della pittura dei Paesi Bassi è qui ottimamente rappresentato: vi sono diversi Rembrandt, tra cui lo straordinario “Autoritratto” del 1640, dignitoso e malinconico, e l’intensa “Giovane che si bagna in un ruscello”, dello stesso artista. Si possono inoltre ammirare due Vermeer, di cui la “Giovane al virginale”, la migliore esemplificazione del senso di intimo raccoglimento che l’arte di questo pittore ispira. Vi sono infine moltissimi paesaggi, tra cui il famoso “Viale di Midelharnis” di Hobbema e altre scene del genere, tipiche della scuola olandese come i quadri di fiori e le nature morte.

La pittura seicentesca fiamminga, ancor più fiorente, fu dominata da Rubens e Van Dyck; entrambi presenti con notevoli capolavori: “Il ritratto di Carlo I a cavallo” di Van Dyck; di Rubens si possono ammirare “Sansone e Dalila ” e il più sobrio “Paesaggio autunnale col castello di Steen”.

Ancora: dipinti spagnoli di straordinaria qualità, tra cui la “Cacciata dei mercanti dal tempio” del Greco (1600 circa), il più notevole tra i capolavori di questo artista presenti nella galleria. Della fine del seicento sono la sensuale e magistrale “Vergine Rokeby”, il fastoso “Ritratto di Filippo IV”, uno dei più noti capolavori di Velazquez, e il “La toletta di Venere ” di Zurbaràn, dal drammatico e appassionato spirito religioso.

Guarda un estratto proposto dal museo.

Seicento e settecento italiano

Vi sono poi sale dedicate alle opere italiane del XVII e XVIII secolo. Nel museo è presente il famoso quadro del Caravaggio “Cena in Emmaus”, che illustra il rivoluzionario approccio naturalistico del pittore nell’arte sacra, con i discepoli ritratti come umili popolani.
Una celebre opera , scoperta quasi per caso su un soffitto di una casa londinese, è “L’allegoria con Venere e il Tempo” del Tiepolo, un dipinto luminoso ed arioso.

Seicento e settecento francese

La pittura francese dei secoli XVII e XVIII ha per protagonisti Poussin e Claude, entrambi prediletti dai collezionisti inglesi. Il “Baccanale” è un esempio del posato classicismo di Poussin. I paesaggi misteriosi e tranquilli di Claude sono di più semplice approccio, come il “Castello incantato” con caratteristiche oniriche derivanti soprattutto dal magistrale uso della luce.
Il Settecento francese non è così ben rappresentato come altri periodi, ma vanta “La Gamme d’Amour” di Watteau, la perspicace raffigurazione della “Maestrina” di Chardin, il “Paesaggio con mulino” di Boucher e il “Ritratto di Jacobus Blauw” di David.

Settecento inglese

La pittura inglese del XVIII secolo è invece ben rappresentata da opere comela serie satirica del “Marriage à la mode” dipinta da Hogarth, da cui l’artista trasse le sue famose incisioni; questi quadri sono ricchi di humour, ma anche di particolari , gli abiti, i visi, le livree dei servitori, l’arredamento delle varie stanze, che aiutano a capire meglio questo periodo della storia e del costume dell’Inghilterra.
Un esempio felice di quel periodo è il ritratto di Mr an Mrs Andrews di Gainsborough.

Guarda un estratto porposto dal museo.

sito ufficiale del museo