La moda ai tempi di Luigi XIV

di Laura Savani

La moda maschile

Intorno al 1640 la moda maschile è di rara eleganza. Basta, per convincersene, guardare i ritratti del re d'Inghilterra Carlo I o quelli del re di Francia Luigi XIII: capelli che sfiorano appena le spalle, barba piccola e appuntita, farsetto ornato da un colletto di pizzo, calzoni ampi e flosci, stivali finemente lavorati, guanti lunghi e svasati, cappello di feltro piatto e abbellito da una piuma.

Stupisce che, dieci anni più tardi, probabilmente sotto l'influsso delle "preziose", questo costume scompaia per lasciare il posto, in tutta Europa, a un vestito di estrema stravaganza, la "rhingrave": una sorta di calzamaglia unita a un gonnellino, sovraccarica di nastri, gale e fiocchi. A corte essa si presta a tutte le eccentricità dei giovani desiderosi di farsi notare. Viene portata con dei pantaloni ornati di larghi pizzi svolazzanti applicati sotto i ginocchi.

Luigi XIV in vesti di rappresentanza qui ritratto in età matura e da bambino; accanto la rhingrave, calzamaglia unita a un gonnellino in voga nella prima metà degli anni '60

 

Pizzi a profusione ornano anche guanti e camicie; molto di moda è un giubbetto con cascate di nastri sulle spalle. Questa moda non avrà tuttavia lunga durata, se il moralista La Bruyère può scrivere nel 1675: "Il cortigiano aveva una volta i suoi capelli, indossava calzoni e farsetto, portava ampi pizzi ed era libertino. Ciò è ora disdicevole: porta la parrucca, un abito stretto, calze disadorne ed è religioso".

Abito di novizio dello Spirito Santo

 

In uno slancio di decoro, ordine e chiarezza, Versailles lancia la moda del giustacuore: una lunga giacca attillata e senza cuciture, portata sopra una veste, entrambe lunghe fino al ginocchio e che coprono quasi completamente i calzoni. Questa tenuta, che l'obbligatoria cravatta di mussola rende meno austera, ha un successo enorme grazie all'eleganza, alla comodità e alle....tasche, che sostituiscono la borsa portata prima alla cintura dagli uomini per sistemarvi monete ed orologio.

Per le grandi cerimonie, i sarti confezionano un bel costume - blu, rosso, nero, marrone - in velluto di Lione o in broccato dorato a grandi fogliami.

da sinistra a destra: abito militare; costume degli anni '90; costume di popolano dei dintorni di Parigi

 

Il re possiede due parure in diamanti di bottoni e occhielli per i suoi giustacuori. Durante gli ultimi venti anni di vita, Luigi XIV si veste sobriamente: indossa abiti di panno e di sargia di colore marrone, ocra e avana. Un ambasciatore veneziano nota: "Si veste comodamente, senza cianfrusaglie". Dal giustacuore deriverà il vestito detto appunto alla francese, che sarà di moda in tutta l'Europa del XVIII secolo.

La moda femminile

La donna porta una camicia di tela spessa, scollata, con maniche al gomito e, sopra, un vestito variopinto con corpino impunturato, irrigidito da stecche di balena e foderato di tela fine, allacciato sul dorso. Il davanti può essere munito di un bustino rigido, abbellito da gemme, ricami e fiocchi, al quale sono fissate una o più gonne.

abito di rappresentanza della regina Maria Teresa, in velluto turchino con i tipici gigli di Francia e grande cappa foderata d'ermellino. Accanto un abito degli anni '70 con il caratteristico corsetto irrigidito dalle stecche di balena e le corte maniche che lasciano uscire i pizzi della camicia. E per finire un abito della regina con i lembi sorretti lateralmente da fermagli in pietre preziose a forma di nastri annodati che scoprono la sottogonna

 

Alla metà del secolo le "preziose" chiameranno allusivamente queste gonne modesta, birichina, segreta.

Le sottogonne sono in tela impunturata; la gonna deve armonizzare con il vestito, aperto sul bustino e le cui maniche non coprono l'avambraccio, lasciando intravedere i ricchi pizzi della camicia.

Uno spillone tiene unite le due estremità di un vistoso collo di tela bianca che mette in risalto la scollatura.

La foggia del vestire non muta durante il regno di Luigi XIV e le variazioni della moda si limitano ai dettagli: i gioielli, i tessuti utilizzati, le acconciature. Tuttavia, alla fine del secolo la linea è più slanciata: la gonna, rigonfia sul dietro e rialzata sulle anche, è unita al bustino con fiocchi o gioielli. Questo profilo è sottolineato dallo strascico, la cui lunghezza è proporzionata al rango: più di tre metri quello di una duchessa, da dieci a tredici quello della regina; in questi casi un paggio non è certo superfluo!"

In occasione di feste eccezionali le vesti sono realizzate in stoffe preziose. Madame de Sévigné ci descrive una veste "di oro su oro, ricamata d'oro, sormontata da un'increspatura intessuta di oro misto a un certo altro oro, che la rende la più bella stoffa che sia mai stata immaginata".

Vesti flosce sono indossate per le occupazioni meno ufficiali: la vestaglia, l'innocente, la veste da camera; non si tratta di vestiario intimo, essendone l'uso autorizzato a corte.

da sinistra a destra: abito di moda verso la metà degli anni '80 con acconciatura alla Fontanges (l'abito della bambina copia quello della madre e presenta sul dorso le caratteristiche dande); abito tipico degli anni '90, con acconciatura alla Fontanges e manicotto; costume delle donne del popolo.

Nei salotti delle "preziose" vengono agghindate di tutto punto due bambole, la Grande e la Piccola Pandora, che diffonderanno nell'intera Europa il verbo della moda parigina. Le incisioni sono dei veri e propri veicoli pubblicitari in mancanza di riviste periodiche.

I valletti godono del privilegio di poter rivendere i vestiti del padrone; le cameriere invece disfano gli abiti della padrona prima di cederli ad un rigattiere, per evitarle il disagio di vedere le sue vesti indossate da un'altra donna: ecco perchè sono così rari i costumi dell'epoca giunti fino a noi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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