baroque.it barocco e rococò, arte cultura e storia tra Seicento e Settecento

La buona tavola

Anche Pietro Verri tifa per una nouvelle cuisine leggera e razionale che metta al bando la pesantezza dell’antica. Sul «Caffè»,scrivendo i suoi propositi di riforma, la butta decisamente in politica. Quello che si combatte è il «vecchio ordine» con tutte le sue regole e consuetudini.

La tavola è dilicata quanto essere è possibile; i cibi sono tutti sani e di facile digestione; non v’è una fastosa abbondanza, ma v’è quanto basta a soddisfare: le carni viscide o pesanti, l’aglio, le cipolle, le droghe forti, i cibi salati, i tartuffi e simili veleni della umana natura, sono interamente proscritti da questa mensa, dove le carni de’ volatili e di polli, le erbe, gli aranci e i sughi loro principalmente hanno luogo.

I sapori sono squisiti, ma non forti; ogni cibo che fortemente operi sul palato istupidisce poco o molto il palato medesimo, e lo priva d’un infinito numero di piaceri più dilicati; oltre di che, qualunque cibo che fortemente stimoli il palato, fortemente ancora agisce sulle tonache del ventricolo e degli intestini, e da qui ne vengono infiniti mali che compensano con molta usura il piacere della sensazione provata.

I vini raccolti dalle vicine colline hanno molto sapore e poca forza cosicché mischiati con qualche porzion d’acqua rassembrano, al leggier acido loro, alle limonate, e sono una gustosa bevanda che aiuta la pronta digestione. Nessun cibo d’odor forte è ammesso alla nostra mensa, ed è proscritta ogni erba che infracidendosi dia cattivo odore; perciò i caci e i cavoli d’ogni sorta ne restano esclusi.

Tale è il nostro pranzo, che terminiamo con un’eccellente tazza di caffe, soddisfatti, pasciuti, e non oppressi da grossolano nodrimento, dal quale assopito lo spirito spargerebbe la noia nella società nostra, nella quale anzi dopo il pranzo sembra rianimarsi la comune ilarità.

Storia del Caffè

ristorante settecento

FAQ

Domande frequenti

Cosa proponeva Pietro Verri in materia di cucina?
Sul periodico «Il Caffè» sosteneva una nouvelle cuisine leggera e razionale, contro la pesantezza della cucina antica, leggendo la questione anche in chiave politica.
Quali cibi venivano banditi da questa tavola riformata?
Carni pesanti o viscide, aglio, cipolle, spezie forti, cibi salati e tartufi, considerati «veleni della umana natura».
Cosa privilegiava invece la nuova tavola settecentesca?
Carni delicate come pollame, erbe, agrumi e sapori squisiti ma non forti, in nome della salute e della leggerezza.