Regole di retta vita
Francesco di Sales tratta in modo esemplare del rapporto tra cibo e sesso e dei piaceri che ne derivano attenendosi agli scrupolosi dettami cristiani.
Qualche somiglianza tra i piaceri vergognosi e quelli del mangiare, perché entrambi riguardano la carne, quantunque i primi, a cagione della loro brutale veemenza, si chiamino essenzialmente carnali. Spiegherò dunque ciò che non posso dire degli uni, con quel che dirò degli altri.
1 - Il prender cibo è ordinato dalla conservazione della specie; pertanto, come il mangiare semplicemente per nutrirsi e conservarsi è cosa buona, santa e comandata, così ciò che è richiesto al matrimonio per la procreazione dei figli e la moltiplicazione degli individui è cosa buona e santissima, perché è il fine principale delle nozze.
2 - Mangiare non per conservar la vita, ma per conservare la reciproca conversazione e familiarità che dobbiamo gli uni agli altri, è cosa immensamente giusta e onesta: e così pure la reciproca e legittima soddisfazione delle parti nel santo matrimonio è chiamata «debito» da san Paolo.
3 - Come coloro che mangiano per il dovere della scambievole conversazione devono mangiare volentieri e non quasi per forza, e in più cercar di mostrare buon appetito, così il debito nuziale deve essere sempre reso fedelmente, lealmente e appunto come se si sperasse di procreare figliuoli, anche se per qualche ragione non si potesse nutrire questa speranza.
4 - Mangiare non per i due scopi anzidetti, ma semplicemente per accontentare l’appetito, è cosa tollerabile ma non lodevole; infatti, il solo piacere dell’appetito dei sensi non può essere scopo sufficiente a render lodevole un’azione: è già molto se la rende tollerabile.
5 - Mangiare non solo per semplice appetito, ma per intemperanza e sregolatezza, è cosa più o meno biasimevole a seconda che l’intemperanza è grande o piccola.
6 - L’eccesso nel mangiare non consiste solo nella esagerata quantità del cibo, ma anche nel modo e nella maniera di mangiare. E da rimarcare, mia cara Filotea, che il miele, così adatto e salutare alle api, possa tuttavia esser loro così nocivo che talvolta le fa ammalare, come quando, in primavera, ne ingurgitano troppo; ciò, infatti, provoca loro il flusso di ventre e le fa talora inesorabilmente morire, come quando han coperto di miele la parte anteriore della testa e delle alette. In verità, il commercio nuziale, che è così santo, giusto, raccomandabile, utile allo Stato, è tuttavia in qualche caso pericoloso per coloro che lo praticano; infatti, talvolta, rende le loro anime gravemente inferme di peccato veniale come nei casi di semplice eccesso; e talvolta le fa morire di peccato mortale come quando l’ordine stabilito per la procreazione dei figli è violato e pervertito; nel qual caso, a seconda che si devii più o meno da quest’ordine, i peccati sono più o meno esecrabili, ma sempre mortali.
7 - È un vero indizio d’animo canagliesco, vile, abbietto e infame pensare ai cibi e alle pietanze prima dell’ora del pasto; e ancor più il crogiolarsi poi nel piacere preso a mangiare soffermandosi in esso con parole e pensieri, e avvoltolando lo spirito nel ricordo della voluttà avuta inghiottendo i bocconi, come fanno coloro che, prima di desinare tengono fisso l’animo allo spiedo, e dopo il pranzo nei piatti; gente degna d’esser sguatteri da cucina che, come dice san Paolo, si fanno un Dio del loro ventre. Le persone onorate non pensano alla tavola che quando vi s’assiedono, e dopo il pasto si lavano le mani e la bocca per non sentire il gusto né l’odore di ciò che hanno mangiato.
L’elefante non è che una grossa bestia, ma è la più degna e la più sensata che viva sulla terra. Voglio darvi qualche saggio di quanto sia casto: non cambia mai la compagna e ama teneramente quella che ha scelto, con la quale però non si accoppia che di tre anni in tre anni, e per cinque giorni soltanto, e così segretamente, che non viene mai scorto in quell’atto; ma viene ben veduto il sesto giorno nel quale, prima di tutto, si dirige a qualche fiume in cui dilava interamente il corpo, senza voler assolutamente tornare al suo branco senz’essere prima purificato. Non sono, forse, belle e caste manifestazioni, con cui questo animale invita gli sposi a non restare legati con la passione alle sensualità ed ai piaceri che avranno goduti secondo le norme della loro condizione, e, una volta godutili, a lavarsene il cuore e i sentimenti, e a purificarsene quanto prima, per poter poi con assoluta libertà di spirito esercitare le loro altre attività più pure e nobili?
Credo d’aver detto tutto quel che volevo dire, e d’aver fatto capire, senza dirlo, quel che non volevo proferire.
Domande frequenti
Di cosa tratta il testo di Francesco di Sales citato?
Qual è il primo principio esposto sul mangiare?
Che visione morale del cibo emerge dal testo?
Cucina barocca
La tavola contadina
Nella Lombardia del Seicento la coltivazione del mais era ancora marginale, e le polente erano fatte con la farina di miglio e…
Musica e banchetti
Una caratteristica dell'epoca barocca fu l'abitudine di impiegare la musica, unita talvolta a brevi spettacoli scenici, come…
Il dramma di Vatel
Nel 1670 il principe di Condé invita nel suo palazzo di Chantilly re Luigi XIV e tutta la corte, per una festa di tre giorni.…
Piramide di ciliegie
Come fare una piramide di ciliegie? Ve lo dice François Massialot, grande chef francese della fine del Seicento. Bisogna avere a…
Mortificazione alimentare
Le diete medioevali di alcuni mistici miravano a rafforzar lo spirito a scapito della carne. In età moderna tal modo di mangiare…
Usi e costumi del bere
Vino e birra Le bevande fino al cinquecento erano limitate per lo più al vino ed alla birra che si erano diffuse in modo…