baroque.it barocco e rococò, arte cultura e storia tra Seicento e Settecento

Lo cunto de li cunti di Basile

L’opera di Basile è di grande importanza per la tradizione narrativa europea perché crea un modello narrativo e i suoi soggetti sono stati ripresi da scrittori come Perrault, Gozzi, Wieland, i fratelli Grimm e molti Anche i film di animazione della Pixar o Disney ancora oggi gli rendono omaggio raccontando della bella addormentata, di Cenerentola o del Gatto con gli stivali.

lo cunto de li cunti

Il titolo dell’opera Cunto de li cunti, Lo trattenemiento de' peccerille, non deve trarre in inganno perché il pubblico a cui è pensato è quello delle corti e dei casali.

Le storie del Cunto de li cunti vengono raccontate in cinque giorni ed è chiamato anche Pentamerone per continuare con la tradizione del decamerone di Boccaccio, dal greco penta che significa cinque e homeron giorni.

Trama del Cunto de li cunti

C’era una volta la principessa Zoza triste e malinconia che non rideva mai fin tanto che un giorno una vecchia imprecando contro un giovane ragazzo la fece ridere a squarcia gola. La vecchia sentendosi beffata scaglio alla principessa una maledizione: non avrebbe più avuto pace fin che non avesse sposato il principe di Caporotondo che giaceva però in catalessi su una tomba e poteva essere risvegliato solo da un anfora piena di lacrime.

Dopo sette anni di ricerche ziza trova la tomba e in due giorni di pianto riempie l’anfora quasi al colmo ma sviene dalla stanchezza. Una schiava che assiste alla scena ne approfitta e riempie l’anfora con quattro lacrime, il principe si sveglia e la porta in città per sposarla. Zoza quando si riprende non trova il principe e va in città accompagnata dalle fate che le danno in dono  una noce, una castagna ed una nocciola: dalla noce esce un nanetto che canta meravigliosamente, dalla castagna una chioccia con dodici pulcini d'oro, dalla nocciola una bambola che fila oro.

Zoza regala tutto alla schiava divenuta regina ma la bambola infonde al re il desiderio di ascoltare delle fiabe e così vengono chiamate dieci vecchie a raccontarle. L’ultimo giorno zoza racconta al sua fiaba smascherando così l’impostora che aveva rotto l’incantesimo.

Struttura dell’opera

Basile crea il genere narrativo della fiaba che diventa un modello narrativo. I racconti hanno una struttura simile: all’inizio e alla fine c’è un proverbio che servono a dare alla lettura una morale mentre la trama è caratterizzata da:  un  conflitto, un allontanamento o un viaggio e in fine il ritorno e il cambiamento che risolve il conflitto. Il cambiamento da povertà e ricchezza o da disgrazia  a benessere dipende sempre da poteri eccezionali in cui intervengono orchi o fate. Tutti cambiano lo status, tutti si trasformano grazie alla magia ma anche alla volontà e alla determinazione.

Lo stile del Cunto de li cunti

Il cunto de li cunti di Basile è un opera letteraria barocca, la fiaba, la meraviglia, la magia danno spazio ad una creatività ricca e complessa. L’autore mescola nelle  sue fiabe le regole della commedia dell'arte, del racconto rituale e anche dell’alchimia.

La lingua che usa Basile è il dialetto napoletano del seicento ed ora sarebbe illeggibile ma è arrivato a noi grazie alle traduzioni di inizio novecento ed in particolare all’interessamento di Benedetto Croce che pur addolcendo e ammodernando il linguaggio esalta la gienialità dell’opera.

Il Pentamerone è un opera moderna perché parla dei problemi della società, dei giovani dei rapporti tra le classi che si risolvono con la magia mescolando realtà e finzione.

I protagonisti non hanno un io, non parlano di loro ma della posizione sociale a cui appartengono, sono: principi, re, contadini, mercanti e si muovono in ambientazioni indefinite nello spazio e nel tempo.

Alcune frasi del Cunto de li cunti

L'opera di Basile raccoglie molti detti popolari che come vedrete sono divenuti famosi tanto da essere usati anche nel nostro linguaggio contemporaneo.

A pazze e piccerille Dio l'aiuta

La provvidenza assiste i fanciulli e gli insani di mente

Passa crapa zoppa si nu trova chi la ‘ntoppa

La capra zoppa trova sempre ulteriori ostacoli

L'ommo propone e Dio dispone

L'uomo propone e Dio dispone

Pazzo è chi contrasta con le stelle

E' pazzo chi combatte contro le stelle

Ca giova sempe essere cortese

E' sempre opportuno essere cortesi

‘A ‘mmiria, figliu mio, se stessa màcera

Figlio mio, ricorda che l'invidia distrugge anche se stessa

Figlio de la ‘mmiria è ‘o crepacore

Figlio dell'invidia è il crepacuore

Nisciunu male fuie mai senza castigo

Nessun male è senza castigo

‘A bella zita ‘n chiazza se marita

Una bella ragazza trova marito in piazza

Chi fa bene, sempe bene aspetta

Chi fa del bene, riceve del bene

Chi ‘ntroppeca e nun cade, avanza de cammino

Chi incespica e non cade, va avanti

Quanno l'ommo meno se l'aspetta, ‘e ggrazie soie te fa chiovere ‘o Cielo

La fortuna arriva, quando meno te lo aspetti

A chella casa ca nun sì ‘mmitato, nun ce accustà ca ne sì cacciato

Se non sei invitato, non ti presentare altrimenti verrai cacciato

Nun ha lu ddoce a caro chi provato non ha, prima , l'amaro

Non apprezza il dolce, chi prima non ha assaggiato l'amaro

Quanno lu malanno vò venire trase pure p' ‘e ssenghe de la porta

Quando deve venire una malattia, s'infila perfino dalle fessure della porta

Vene cchiù int' a ‘n'ora che in cinet'anne

Arriva più in un ora, che in cento anni

‘A pena de ‘n ommo tristo assaie tricare pote, ma nun manca maie

Le pene di un uomo malvagio, possono tardare, ma non mancano mai

Dio manna ‘ e bbiscotte a chi nn' ha ‘e diente

Dio dona i biscotti a chi non ha denti

Che sempe cu lu timep e cu la paglia vide che s'ammaturano li nnespole

Con il tempo e la paglia, maturano le nespole

Chi sputa ‘n cielo le ritorna ‘n faccia

Chi sputa in cielo gli ritorna in faccia

‘O cane scuttato ‘a ll'acqua càura, tene paura pure ‘e ll'acqua fredda

Il cane che si è scottato con l'acqua calda, ha paura anche dell'acqua fredda

‘N'ora de cuntiente fa scurdare mille anne de turmiente

Un'ora di gioia fa dimenticare mille anni di sofferenza

‘A votte chiena e ‘a mugliera ‘mbriaca

La botte piena e la moglie ubriaca

Chi nun ave pietà, pietà nun trova

Chi non ha pietà, non trova pietà

Sempe che può, fa bene e scordatenne

Se hai possibilità fai del bene e poi dimenticatene

Ogni giudizio umano è fauzo e stuorto

Ogni giudizio umano è falso e distorto

Figlia de la superbia è la ruvina

Figlia della superbia è la rovina

‘A forbice è sora carnale d' ‘a mala lengua

Le forbici sono paragonabili alle cattive dicerie

leggi anche Giambattista Basile scrittore barocco

FAQ

Domande frequenti

Perché l'opera di Basile è importante per la narrativa europea?
Perché crea un modello narrativo i cui soggetti sono stati ripresi da Perrault, Gozzi, Wieland, i fratelli Grimm e persino dai film d'animazione moderni.
Perché è chiamato anche «Pentamerone»?
Perché le storie vengono raccontate in cinque giornate, sul modello del «Decamerone» di Boccaccio.
A quale pubblico era destinata l'opera nonostante il titolo popolare?
Alle corti e ai casali: il titolo «Lo trattenemiento de' peccerille» non deve trarre in inganno sulla reale destinazione colta dell'opera.