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barocco e rococò, arte cultura e storia tra seicento e settecento

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14 Giu2011

Bartolomé Esteban Pérez Murillo

Scritto da Laura Savani. Pubblicato in pittura barocca

Bartolomé Esteban Pérez Murillo nacque a Siviglia nel 1617. Fu per dieci anni, dal 1629, allievo di Juan de Castillo, pittore di modesto livello, e dal 1639 lavorò indipendentemente ottenendo la prima e duratura affermazione con il grande ciclo delle tele dipinte nel 1645-1648 per il convento francescano di Siviglia. In questo periodo, probabilmente, il pittore soggiornò a Madrid e, anche se non documentato, ciò spiegherebbe lo stile fiammingo e soprattutto italiano delle sue opere.

Nel 1660 Murillo fondò a Siviglia l'Accademia di Belle Arti. Nel 1681, mentre lavorava nella chiesa dei Cappuccini a Cadice, cadde da una impalcatura: trasportato a Siviglia, il pittore non di rimise mai più. Morì infatti l'anno dopo e venne sepolto nella chiesa di Santa Cruz.

maria immacolata murillo

L'Immacolata, 1678, Madrid, Museo del Prado

Nonostante la sua esistenza prettamente provinciale, le sue Assunte, Immacolate, Madonne col Bambino, Sacre Famiglie, piccoli Gesù e san Giovannino gli diedero presto grandissima fama sia in Spagna che in Europa. Un successo che si protrasse fino all'Ottocento.

Le sue opere sacre sono idealizzate, talora dolciastre ma sempre pateticamente leggiadre, auliche e allo stesso tempo popolari; luci, ombre e atmosfere hanno accenti di rara suggestione.

Murillo studiò la tecnica di Cano e Ribera, non senza mediate suggestioni caravaggesche, e ciò è testimoniato dalle undici tele (in parte andate perdute) eseguite per il convento dei Cappuccini.

Tra le sue opere ricordiamo la Nascita di Venere, la Visioni di Sant'Antonio e il Battesimo di Cristo, Ragazzo mendico, le Galiziane alla finestra.

All'inzio del Novecento l'arte del pittore fu considerata negativa a causa di quegli stessi elementi illustrativi che avevano creato la sua fama. Solo di recente la critica ha messo in luce gli aspetti più personali e geniali del linguaggio di Murillo: la penetrante potenza dei suoi rari ritratti, il lirismo di certi paesaggi, l'immediatezza delle sue scene popolari, nelle quali il mondo picaresco del Seicento spagnolo si rivela in colori e luci di tonalità e vibrazione del tutto moderne.

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