Musica e Controriforma
La Riforma protestante e la Controriforma cattolica ebbero un'impatto decisivo sulla musica e sui generi che saranno tipici della musica barocca, sia in ambito sacro che in quello profano. Le forme musicali codificate durante il basso Medioevo e diffuse per tutto il Rinascimento denotavano, a parte alcune specificità legate alle tradizioni popolari delle diverse aree geografiche, connotazioni unitarie in tutta Europa. Basti pensare all'esempio emblematico del madrigale, caratterizzato da elementi armonici simili dall'Inghilterra diJhon Dowland alle fiandre di Willaert, dalla Francia di Verdelot all'Italia di Gabrieli, alla Germania di Hassler.
Lo scisma religioso causa profonde spaccature anche nel tessuto culturale e i due blocchi sviluppano forme musicali e caratteristiche armoniche molto diverse, distintive e interpreti di filosofie di pensiero a volte radicalmente contrapposte.
In Germania e nei paesi luterani si assiste ad un fiorire di Corali e Cantate, in cui tutta l'assemblea canta a una sola voce la stessa linea melodica, e viene dato grande impulso all'uso dell'organo, non solo nell'accompagnamento delle funzioni sacre, ma anche come strumento solista in forma concertante, a sottolineare il carattere squisitamente protestante del rapporto esclusivo tra il singolo (rappresentato dallo strumento solista o dalla voce “unica” del corale) con la divinità.
Il Concilio di Trento, convocato da papa Paolo III nel 1545 e conclusosi nel 1563, definì invece con gran rigore le linee caratterizzanti della musica controriformista: furono aboliti tutti gli accompagnamenti musicali delle sequenze liturgiche ad eccezione di 5, codificate in modo rigido; la proibizione di usare cantus firmi profani nella composizione di messe polifoniche (commistione che invece era molto frequente nella musica sacra protestante); l'obbligo che le parole usate nella musica sacra fossero il più possibile comprensibili.
Alla “voce “unica del corale luterano, la Controriforma contrappone la polifonia, un carattere che sarà tipico della musica sacra e profana delle aree cattoliche per tutta la prima metà del XVII secolo, soprattutto in Italia.
L'intervento del Concilio di Trento sarebbe stato di certo più limitante, castrante e penalizzante verso le forme musicali, se San Filippo Neri (1515- 1595) e Pierluigi Sante da Palestrina (1525-1594) non avessero dimostrato che il messaggio cattolico poteva passare in modo chiaro e ortodosso anche attraverso la forma più “popolare” della lauda, codificata nella forma accordale a 3-4 voci e con testi in italiano anziché in latino.
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Domande frequenti
Che impatto ebbero Riforma e Controriforma sulla musica?
Com'era la musica europea prima dello scisma?
Quale forma esemplifica questa unità musicale?
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