DAI “LEPOREAMBI” DI LODOVICO LEPOREO
Il friulano Lodovico Leporeo (1582-1655), di Brugnera, presso Pordenone, ma vissuto a Roma, è l’inventore dei Leporeambi, curioso esempio di poesia quantitativa di funambolica ricercatezza formale.
Biasima l’ingordigia donnesca. Leporeambo alfabetico endecasillabo satirico trisono irrepetito acca, ecca, icca, occa.
Come aringa fiamminga ovver saracca
Amor mi sfuma e mi consuma e secca,
e col dardo d’un guardo il cor mi stecca,
e con la freccia sua mi sbreccia e spacca.
Lilla ria mi spupilla e mi spatacca
di quanti avea contanti nella zecca,
onde spesso interesso alla Giudecca
il mantello, il guarnello e la casacca.
Sovente di repente me la ficca
mi rapina, e squattrina e mi sbaiocca,
e la vuol vinta a goffo, a pinta, a cricca.
Mi spela, e si querela e ognor tarocca
m’imbroglia, mi dispoglia e mi sborricca,
chè scaltra è più d’ogn’altra, e fa la sciocca.
Si tratta di un tentativo di metrica quantitativa detto Leporeambo dal nome dell’autore; alfabetico perché utilizza le vocali AEIO (ma non la U) in rima; endecasillabo per il metro del verso; satirico per la materia (le vicende di un amante impoverito); trisono perché ha tre rime (due delle quali interne) in ogni verso e irrepetito perché le rime sono paronomastiche.
Come fossi un’aringa delle Fiandre ovvero una salacca (pesce conservato sotto sale) l’Amore mi affumica, consuma ed essicca, con la freccia di uno sguardo infilzandomi il cuore, sbrecciandomi e rompendomi. Lilla (tipico nome di amante dei canzonieri marinisti) mi consuma le pupille, malvagia, e mi sottrae le patacche (monete grosse) di quante ne avevo prese dalla zecca, per cui spesso impegno presso gli usurai del ghetto il mantello, l’abito e la giacca. Spesso all’improvviso me la dà ad intendere rapinandomi, togliendomi i quattrini e i denari (baiocchi) e la vuole sempre vinta “a goffo, a pinta e a cricca” (giochi di carte). Mi toglie il pelo, si lamenta e brontola (“tarocca”: termine veneto); mi imbroglia, mi spoglia e rovina (da “boricco”, lunga veste in lana), poiché è la più scaltra tra le donne, ed anche sciocca.
Domande frequenti
Chi era Lodovico Leporeo?
Che cos'è un «leporeambo»?
Quale tema tratta il leporeambo citato nell'articolo?
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