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Orazio Vecchi (1550-1605)

Orazio Vecchi è uno dei grandi maestri della polifonia profana, fondendo gli elementi più vicini al madrigale tradizionale tipici della scuola veneziana con quelli innovativi del “recitar cantando”. A Venezia pubblica numerose canzonette ed altre opere per la danza e il canto di ispirazione popolare non particolarmente originali.

"So ben mi cha bon tempo"

Modenese di nascita, fu per molti anni maestro di cappella a Salò e poi a Reggio Emilia. Nel 1598 il duca Cesare d'Este lo chiamò come musicista di corte. A Firenze ebbe modo di ascoltare il nuovo genere del "melodramma" tramite l'Euridice di Jacopo Peri . Rimanendo ancora legato ai modelli Cinquecenteschi, anche Vecchi si cimentò in una fusione di teatro e musica: L'Amfiparnasoè il titolo che lui stesso si attribuisce, come doppio Parnaso di poesia e musica, nella commedia musicale di maschere che compose nel 1597.

Scritta per l'ascolto e non per la rappresentazione, rappresenta l'ultima propaggine dello sviluppo della polifonia dialogica: infatti le voci di ogni singolo personaggio sono affidate a 5 diverse linne melodiche e si esprimono in forma madrigalistica dal tono espressamente satirico.

L'Ampfiparnaso, Prologo

FAQ

Domande frequenti

Chi era Orazio Vecchi?
Compositore modenese, uno dei grandi maestri della polifonia profana, che fuse il madrigale tradizionale veneziano con i nuovi elementi del «recitar cantando».
Quali incarichi ricoprì?
Maestro di cappella a Salò e a Reggio Emilia, e dal 1598 musicista di corte del duca Cesare d'Este.
Come conobbe il nuovo genere del melodramma?
A Firenze, ascoltando l'«Euridice» di Jacopo Peri, pur restando legato ai modelli cinquecenteschi.