Barocco Francescano
Dice Eugenio D’Ors che il “barocco buddhista” e il “barocco francescano” hanno gli stessi caratteri. Quindi non spiega più nulla e passa oltre. Sforzandoci di indovinare quali siano questi caratteri comuni, possiamo provare ad indovinare: forse l’intento agiografico nella narrazione delle scene della vita del Santo (santi a loro modo essendo Buddha ed essendo Francesco), o una commistione di forme artistiche: quella tra greci e buddhisti precorrendo e venendo imitata da quella tra romanici e gotici o, più precisamente, un “tipo” gotico diffondendosi dall’Umbria per tutta l’Italia centrale.
Per quanto riguarda i contenuti e le forme, bisognerebbe ripetere con ogni probabilità i concetti espressi nel capitolo sul gotico, immediatamente precedente, o cercare improbabili varianti all’interno di quello stile. Soccorre qui il capitolo del libro di D’Ors intitolato Essenza del barocco: panteismo e dinamismo, in cui il critico spagnolo propone due schieramenti trasversali, il primo pelagiano-francescano-gesuitico-luterano-faustiano-pànico (che racchiude tutti sotto la dicitura di “panteismo”) contro l’altro agostiniano-domenicano-calvinista-giansenista (una specie di opposizione tra dionisiaco e apollineo), in una sorta di referendum sul barocco, in cui si gioca la partita tra Vita, panteista e dinamica, e Ragione, intellettualista e statica. Quello che D’Ors dice sul gesuitismo e su Faust vale anche per il francescanesimo, che li precede, e si prega, nel leggerlo, di tenerne conto, poiché citeremo e parafraseremo spesso quel testo per capire che cosa è per D’Ors il francescanesimo e soprattutto l’arte francescana.
La Controriforma si esprime tramite lo stile barocco, ma assieme ad essa anche il luteranesimo, e pure le scoperte geografiche dei portoghesi a suo dire ispirate dal francescanesimo: tutti e tre hanno la stessa morfologia, che porta con sé una comunanza spirituale, lo stesso atteggiamento di riconciliazione nei rapporti tra uomo e natura. “Quando [l’uomo] comincia a dirla ‘buona’ è sulla via di offrirle una venerazione vera e propria, e finisce col considerarla più o meno ‘divina’, e giunta a quel fastigio in cui lo scrittore si sente in diritto e anche in dovere di scrivere ‘Natura’ con tanto di maiuscola.”
Appare come strano fare della Controriforma parte integrante del panteismo: ma nel modo di sentire di Sant’Ignazio di Loyola vi era una forma di simpatia per la vita e la natura, simile a quelle dei luterani e dei seguaci del poverello di Assisi: la supremazia dell’Ethos sul Logos, che non può non diventare superiorità del Pathos, e poi naturalità del soprannaturale e identificazione tra natura e spirito. Per cui il panteismo non è tanto una scuola filosofica quanto piuttosto il denominatore comune a cui giunge lo spirito umano quando contrappone il pensiero patetico a quello logico, vale a dire la vita all’intelligenza: e questo non solo nel cattolicesimo, ma in tutte le filosofie. “Non appena l’intelligenza rompe le sue leggi, la vita riacquista il suo privilegio.” Pan, dio dei campi e della natura, è il vero ispiratore di ogni opera barocca.
Esempio di ciò è la renaissance panteistica del dopoguerra (D’Ors intende il primo, il tempo in cui stende questo saggio), in cui va di moda affermare che tutto è relativo, non ci sono né bene né male, né bello né brutto, poiché non c’è peccato, e sola domina la Natura con le sue leggi. Ogni uomo rivive il patto con la Natura, che è poi il patto proposto da Faust – cioè Pan dice D’Ors – in una notte di Pasqua primaverile.
Entrando più nello specifico ed uscendo dalle imaginifiche e sognanti pagine di D’Ors, si può dire che la rivoluzione artistica dei francescani fu quella di capire a quale genere di pubblico si dovevano rivolgere: un pubblico mediamente poco colto, che richiedeva un linguaggio adeguato. Per cui non solo predicare in volgare, ma dipingere storie sacre comprensibili ai più. Così nacque un’arte non solo decorativa, ma anche didascalica.
Gli insegnamenti di San Francesco erano due: il primo faceva perno sull’umanità di Cristo; Cristo era un uomo, oltre che essere figlio di Dio. Il secondo insegnamento è che questo mondo non è da disprezzare, ma da accogliere come dono di Dio, in quanto frutto del suo amore. Ne deriva, nelle arti, il fatto che gli affreschi delle chiese devono essere un libro aperto, una enciclopedia di scene della vita del Santo, con intenti didattici atti a vincere l’indifferenza di gente sprovveduta, culturalmente disarmata ma tuttavia curiosa di sapere e disponibile a capire.
Domande frequenti
Che legame vede D'Ors tra barocco buddhista e francescano?
Quale ipotesi avanza l'articolo su questi caratteri comuni?
Da dove si diffonde questo «tipo» gotico francescano?
Cultura in epoca barocca
Barocco Manuelino
Lo stile manuelino è una variante portoghese del gotico cosiddetto fiammeggiante, ma D’Ors lo considera un fenomeno tipicamente portoghese, originale nella sua bizzarrìa. Nello stesso tempo si chiede se il plateresco spagnolo, ch’egli denomina orificense , non ne costituisca una specie di variante, come se il Barocchus manuelinus si…
Cultura Del Periodo BaroccoBarocco orificense
Il Barocco plateresco, su cui abbiamo già speso delle parole nel capitolo dedicato al manuelino, è detto da D’Ors “così poco distinto dal Rinascimento”, di cui lo considera una varietà locale e intende definirlo orificense per la confusione “voluta e sensuale” tra le sue facciate e il disegno di un gioiello, confusione simile, benchè in…
Cultura Del Periodo BaroccoIl barocco nordico
D’Ors afferma di vedere nel Barocchus nordicus “la confluenza di un’ispirazione oceanica ed estremo-orientalizzante – o estremo-occidentalizzante, che è lo stesso, e di una corrente spirituale luterana”. L’afflato oceanico che ispirerebbe gli artisti e i pensatori porterebbe dall’Estremo Oriente motivi ispiratori, motivo del paradosso…
Cultura Del Periodo BaroccoIl barocco palladiano
D’Ors definisce il Barocchus palladianus come “strettamente legato” alla specie del Barocchus nordicus , ma “di portata più limitata e di moderato carattere” : questo forse perché ne prende in esame solamente la diffusione geografica in Italia e in Inghilterra, tacendo di quella in Nord Europa – che considera forse più parte del barocco…
Cultura Del Periodo BaroccoIl barocco rupestre
Che cosa D’Ors intenda per barocco rupestris non è subito chiaro da definire: egli comincia a trattarne partendo dall’Italia e dalla Francia di Maria de’ Medici, la principessa fiorentina che andò sposa al re di Francia, per poi arrivare a Florian e ai Trianon, coprendo così un arco di tempo che va dalla fine del XVI sec. a tutto il…
Cultura Del Periodo BaroccoIl barocco di Maniera
D’Ors, proseguendo il discorso sul Barocco rupestre, elenca anche altri pittori: tra cui Bassano, Le Nain e “anche, da un certo angolo d’interessi, perfino il Greco.” Ma subito dopo si corregge avvertendo che, per quanto riguarda il loro periodo d’appartenenza, “non si vede alcun inconveniente a parlare di un Barocchus ‘maniera’ ” ,…