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Speciale: moda francese fine 700

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La moda francese di fine 700

Torna la Maria Antonietta di Stefan Zweig

 

maria antonietta di stefan zweigLa casa editrice Castelvecchi ripropone, nella collana Ritratti dedicata alle biografie classiche, un libro imperdibile per chiunque ami la Storia del Settecento, e cioè Maria Antonietta una vita involontariamente eroica, scritto nel 1932 dallo studioso Stefan Zweig.

Un gradito ritorno

Il libro di Zweig non era più disponibile nelle librerie italiane da oltre dieci anni, dagli anni Trenta in poi aveva avuto varie edizioni, nella collana Le Scie di Mondadori, oggi reperibili solo per il mercato dell’usato e spesso con quotazioni decisamente alte.
La traduzione è sempre quella, storica e scorrevole di Lavinia Mazzucchetti, ancora attuale oggi.

Convivio barocco

 

Premessa

banchetto barocco foligno 2014Baroque.it è stato scelto per curare la ricerca storica, l'allestimento e la regia di uno dei banchetti del Gareggiare dei Convivi, prestigiosa ricostruzione filologica del primo '600 all'interno delle manifestazioni della Quintana di Foligno.

In tutta Europa la raffinatezza, l'opulenza e l'accuratezza storica dei banchetti folignati non hanno eguali e baroque.it si è distinta tra queste eccellenze per la ricercatezza dei riferimenti iconografici e trattatistici e per l'imponenza dell'organico impiegato.

Teatro farnese di Parma

 

Un teatro per un'alleanza

teatro farnese di parmaNel 1618 Parma attende un grande evento: il passaggio del Granduca Cosimo II dè Medici, diretto a Milano per onorare la tomba di Carlo Borromeo, il “campione” della Controriforma da poco santificato.

Ranuccio I, duca di Parma e Piacenza decide di celebrare degnamente questa visitae di accogliere l'illustre personaggio con sfarzose celebrazioni, sperando di poter instaurare un'alleanza sugellata da un patto matrimoniale tra i rampolli delle due famiglie ducali. Il piccolo teatro popolare vicino alla torre di piazza della Pilotta risulta del tutto inadeguato allo scopo.

Decide pertanto di edificarne uno nuovo all'interno dello stesso palazzo dell Pilotta, isprandosi al magnifico teatro Mediceo che Ranuccio aveva visitato qualche anno prima a Firenze. Pochi ani prima, nel 1585, è stato inaugurato un altro teatro interno ad un palazzo signorile, che è anche il primo teatro coperto concepito in senso moderno: il teatro Olimpico di Vicenza, progettato da Andrea Palladio.

Feste Farnesiane

 

I primi divertimenti e il Tetro Farnese

spettacolo seicento teatro parmaGià nelle seconda metà del '500 la potenza di una casata in Italia era evidenziata dalla magnificenza dei suoi spettacoli. Per quanto la corte dei Farnese di Parma e Piacenza fosse più provinciale e piccola rispetto ad altri ducati italiani, anche loro cercarono di distinguersi con la pompa degli intrattenimenti.

Nel XVI secolo tra i divertimenti preferiti c'erano giostre e tornei pubblici, ai quali spesso partecipavano i signori stessi in veste di combattenti.

All'inizio del XVII secolo però, complice anche la nascita del Recitar Cantando che dalla camerata dei Bardi si era diffusa in tutta Italia, preferirono spettacoli più aristocratici e privati, caratterizzati dalla musica e dal canto, spesso con tematiche mitologico pastorali  come imponeva il gusto dell'epoca.

L'amore per il teatro musicale spinse i Farnese a richiamare a Parma alcuni tra i letterati, i musicisti e i cantori più in voga al tempo, non escluso il “principe della Musica” Claudio Monteverdi.

Sacro Monte di Varallo

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sacro monte varallo sesiaNel 1478 il milanese Padre Bernardino Caimi, Francescano dell'Antica Osservanza, inviato come Commissario a Gerusalemme, constatando la gravità della minaccia turca per i pellegrini che si recavano in Terra Santa, matura l'idea, di riprodurre con particolare fedeltà in occidente i principali santuari della Palestina, creando quasi una 'Terra Santa in miniatura'.

Nella ricerca del luogo più adatto per realizzare il suo sogno, pare sia giunto per la prima volta a Varallo nel 1481, trovando rispondente alle sue esigenze la terrazza di roccia che domina la città.

Giulio Alberoni

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