Barocco Alessandrino
Eugenio D’Ors definisce il Barocchus alexandrinus come “una delle ore della storia dell’umanità più analoghe, in fatto di idee, di aspetti, di stile, a quella che forma il XVII e il XVIII secolo.” Si apre alla morte di Alessandro Magno, quando il suo impero viene diviso in grandi stati regnati dai diadochi, i suoi generali, e i loro discendenti. Dura all’incirca dalla sua morte, appunto, nel 323 a. C., e viene considerato terminato, almeno in Oriente e in Grecia, con la battaglia di Azio nel 31 a. C.
Dal punto di vista politico si affermano le grandi monarchie, paragonabili agli stati assoluti barocchi, anch’essi con la complessa burocrazia delle corti, nella decadenza generale degli stati cittadini. Interprete fedele di queste esigenze è la filosofia post-aristotelica che si propose essenzialmente di fornire a ogni singolo uomo il rimedio ai suoi mali e ai suoi dolori e di prepararlo alla saggezza e alla felicità. L’uomo non è più un cittadino-modello ma un privato cittadino che pensa a se stesso. Abbiamo così l’epicureismo, lo stoicismo e lo scetticismo. Significativa in questo senso è l’ampia diffusione che hanno in quest’epoca le scienze occulte (astrologia, magia, alchimia ecc.).
In architettura si affermano decisamente lo stile corinzio, decorato e floreale, e l’edificio a pianta circolare, il thòlos.
In arte inizia ad affermarsi un nuovo ideale di plasticismo più ricco e dinamico che sfocia nella “forma aperta” caratterizzante questo periodo. E’ lo stile in cui il vivace senso plastico si avvale di violenti effetti pittorici e chiaroscurali. Accanto a questo si aprì la via del realismo descrittivo. Si tratta di un’arte destinata essenzialmente a un pubblico colto e raffinato, che vi cerca un personale godimento estetico. Nei ritratti, sia in pittura sia in scultura, si preferisce la caratterizzazione psicologica ed espressiva, che si accompagna al gusto per la forma sfumata e per una delicata gradazione cromatica. Una particolare predilezione godettero i soggetti di genere, le caricature e il rilievo paesistico, oltre un gusto per i soggetti esotici.
Quando c’è un periodo controverso l’arte si avvicina al reale. Nella scultura la figura si appoggia sempre a qualcosa di laterale, perché l’asse di simmetria è deviato. In Prassitele lo sguardo tende verso il basso: prima di allora le statue greche guardavano in alto e avanti. Permane una certa grazia ma triste e malinconica. Scopa ingigantisce tutto, Prassitele attenua.
Le statue di entrambi sono vestite e più protette: nel periodo classico aureo le statue erano quasi sempre nude, poiché il corpo era una cosa pura che non aveva bisogno di essere mascherata: l’uomo greco era misura di se stesso. Tutte le volte che vi è un periodo contrastato socialmente, l’uomo perde fiducia, direttiva, meta.
Scopa bluffa la personalità (chiome ampollose), Prassitele ha un carattere meno forte del primo, che è più esasperato, per cui le sue statue hanno un atteggiamento floscio. In Lisippo l’asse di simmetria è spostato in avanti, la statua sembra sbilanciarsi e prende un effetto chiaroscurale, un’ombra ben decisa: un piede è alzato, non statico. Le sue statue sono meno astratte di quelle classico-auree. Prassitele rende una realtà malinconica, Lisippo una realtà cruda, ma entrambi si distanziano dall’aurea mediocritas.
Nei bassorilievi dell’arte di Pergamo l’arte è reale, dolorosa, tragica, complessa e dinamica. Il contrasto chiaroscurale è fortemente sentito e sottolinea la tragicità. Nel Supplizio di Dirce (il cosiddetto Toro Farnese, qui riprodotto), probabilmente dal gruppo di Apollonios e Tauriskos di Tralles, la struttura si rivela per essere molto sviluppata, estesa, scenografica, teatrale, dinamica, reale, complessa e tragica.
Nella ceramica, che nel periodo aureo era più composta, eccelle una dinamica più evidente.
Nel dominio della prosa, oltre agli scritti dei filosofi, è da ricordare una copiosa produzione scientifica, che investe i campi più diversi (soprattutto l’astronomia). Assai coltivata la storiografia, per quanto caratterizzata da una curiosità per l’aneddoto e il romanzesco.
La letteratura alessandrina esercitò un preziosismo raffinato, un esasperato esercizio formale e stilistico, uno stile elaborato e prezioso. Fiorita all’ombra del mecenatismo e tenuta lontana dalla vita politica, la letteratura alessandrina si fa individualistica ed esprime un mondo interiore e l’osservazione minuta della realtà quotidiana; nel contempo si fa cosmopolita e parla a un mondo più vasto di quello cittadino. Il mito, privato del suo afflato eroico, si umanizza; la poesia d’amore, spoglia di autobiografismo, diviene studio psicologico, cui s’intrecciano leggende preziosamente erudite a sfondo sentimentale, narrate con spirito critico e sorridente scetticismo. L’erudizione diviene fine a se stessa ed è colorita di parole rare, di immagini nuove, di giochi verbali, con un’arte sottile che raggiunge la sua tipica espressione nell’epillio e soprattutto nell’epigramma. Nelle letterature moderne si può in un certo senso parlare di alessandrinismo per ogni manifestazione che intenda il culto della forma come espressione di raffinata sensualità: dal manierismo e dal Seicento al decadentismo dannunziano, dal neoclassicismo foscoliano o pascoliano alle accentuazioni espressive dei parnassiani e in genere ogni forma di poesia che in età sature di cultura celi un’arte studiata sotto la maschera di una primitiva ingenuità.
Barocco e Barocchi Barocco Primitivo Barocco Arcaico Barocco Macedone Barocco Alessandrino Barocco Romano Barocco Buddhista Barocco Pelagiano
Domande frequenti
Come definisce D'Ors il «Barocchus alexandrinus»?
Quando inizia e finisce il periodo alessandrino?
Quale forma politica caratterizza questo periodo?
Cultura in epoca barocca
Barocco Romano
D’Ors afferma che “ legato intimamente al Barocchus alexandrinus è il Barocchus romanus , al punto di esserne anche una specie di…
Barocco Buddhista
D’Ors afferma che il Barocchus romanus , legato intimamente al Barocchus alexandrinus , si propaga in Oriente fino a congiungersi…
Cultura Del Periodo BaroccoBarocco Pelagiano
D’Ors afferma di poi che il Barocchus pelagianus è una corrente “ancora poco studiata ”, che “ merita una attenzione tutta speciale ” e che “ anticipa il modello culturale cui s’ispirerà più tardi lo ‘stile gesuita’ “ . Sono parole importanti, che suscitano curiosità per il Pelagianesimo, solo che… nelle nostre ricerche non abbiamo…
Cultura Del Periodo BaroccoBarocco Gotico
D’Ors afferma come “la determinazione artistica, quasi esclusivamente architettonica, sculturale, pittorica decide della particolarità del Barocchus gothicus .” Avverte poi però che nel gotico occorre separare gli elementi classici e razionali da quelli più propriamente gotici, come il “gotico fiorito”, portando come esempio quello che…
Cultura Del Periodo BaroccoBarocco Francescano
Dice Eugenio D’Ors che il “barocco buddhista” e il “barocco francescano” hanno gli stessi caratteri. Quindi non spiega più nulla e passa oltre. Sforzandoci di indovinare quali siano questi caratteri comuni, possiamo provare ad indovinare: forse l’intento agiografico nella narrazione delle scene della vita del Santo (santi a loro modo…
Cultura Del Periodo BaroccoBarocco Manuelino
Lo stile manuelino è una variante portoghese del gotico cosiddetto fiammeggiante, ma D’Ors lo considera un fenomeno tipicamente portoghese, originale nella sua bizzarrìa. Nello stesso tempo si chiede se il plateresco spagnolo, ch’egli denomina orificense , non ne costituisca una specie di variante, come se il Barocchus manuelinus si…