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Barocco Buddhista

D’Ors afferma che il Barocchus romanus, legato intimamente al Barocchus alexandrinus, si propaga in Oriente fino a congiungersi col Buddhismo, “dando origine ad una produzione interessantissima”, che ne costituisce una sua “lontana deviazione”.

Alessandro Magno, nel IV secolo a. C., conquistando le province estreme dell’Impero Persiano e giungendo in India, portò anche la scultura greca. Andandosene e sorgendo alla di lui morte i regni ellenistici, al confine tra due di questi, il Regno Greco-Battriano e il Regno Indo-Greco, nella regione detta di Gandhara tra gli odierni Afghanistan orientale e Pakistan nord-occidentale, sorse l’arte che D’Ors definisce Barocchus buddhicus, detta anche arte greco-buddhista o greco-battriana: un affascinante ibrido di arte ellenistica e indiana ispirata ai momenti salienti della vita di Buddha, tanto che qualcuno si è chiesto: “Ma Buddha era greco?”

bassorielievo barocco buddhista d ors

Ciò ci porge l’occasione di tornare sull’annosa questione del rapporto tra D’Ors e il classicismo. Questa a suo modo è un’arte classica, essendo di derivazione greca. Allora perché il critico spagnolo la pone tra le 22 specie di barocco? Secondo lui il classicismo è sobrio, razionale e geometrico, per cui una statua greca o romana che non abbia simili caratteristiche non è classica, ma barocca. Il Laocoonte, ad esempio, è barocco.

scultura barocco buddhista ors

Il nome Gandhara, dell’antica provincia in cui si sviluppò detta arte, viene anche dato convenzionalmente a questa particolare corrente stilistica definitasi, agli inizi dell’era cristiana, nelle manifestazioni artistiche del buddhismo ivi realizzate con una forte prevalenza di caratteri ellenistici sul contesto di componenti culturali indo-greche e iraniano-parte. La forte accentuazione dei caratteri dell’ellenismo e di altre influenze provenienti dall’area culturale del Mediterraneo determinò altre definizioni decisamente occidentali nello stile composito della cosiddetta arte del Gandhara, perciò chiamata, come già detto, anche arte greco-buddhista.

barocco buddhista ors

Il ruolo svolto dall’arte del Gandhara, nelle sue diverse componenti greche, iraniane, romane, ellenistiche, parte, kushane e indiane, nell’evoluzione stilistica dell’arte del buddhismo assume importanza decisiva soprattutto per aver contribuito all’introduzione nell’iconografia della rappresentazione antropomorfa del Buddha storico (fino allora raffigurato con simboli), in un’epoca in cui la figura umana del Buddha appariva quasi contemporaneamente nella scultura indo-iranica di Mathura.

La fioritura della scuola del Gandhara, dal I sec. a. C. al sec. VII-VIII d. C., si diffuse nell’Asia centrale con irradiazioni che interessarono la cultura estetica della Cina e quindi del Giappone. Tipica espressione di questa arte è la scultura, prima realizzata in schisto e poi in stucco, delle immagini di Buddha e di scene attinenti la sua vita. Nelle immagini riportate si possono ammirare le figure abbigliate con tuniche drappeggiate in modo ellenistico o acconciate la testa col krobylos greco, oppure semplicemente con chiome ricciolute di derivazione sempre greca.


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FAQ

Domande frequenti

Come nasce il «Barocchus buddhicus» secondo D'Ors?
Dalla propagazione in Oriente del barocco romano-alessandrino fino a congiungersi con il Buddhismo, dando origine a una produzione artistica originale.
Dove si sviluppa quest'arte greco-buddhista?
Nella regione del Gandhara, tra l'odierno Afghanistan orientale e il Pakistan nord-occidentale, al confine tra Regno Greco-Battriano e Regno Indo-Greco.
Chi portò la scultura greca fino in India?
Alessandro Magno, che nel IV secolo a.C. conquistò le province estreme dell'Impero Persiano arrivando fino in India.
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