Venaria Reale

Scritto da Stefano Torselli on .

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Venaria Reale, galleriaDopo anni di restauri finalmente viene riportata a nuovo splendore, godibile dal pubblico, la Venaria Reale. Magnificente opera seicentesca e settecentesca del potere Sabaudo.

La Venaria viene presa in consegna per il restauro dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte che ha iniziato un primo cantiere di restauro nel 1961.

I lavori hanno interessato il completamento di 24.000 mq. di coperture, il restauro statico per circa 120.000 mc., il rifacimento di solai e murature, stucchi, infissi e impianti tecnologici eliminando il pericolo di crollo.

Nel contempo si è realizzata la posa del riscaldamento a pavimento nella Galleria di Diana e a termoconvettori nel Padiglione garoviano Ovest, nonchè i relativi servizi e l'impianto fognario del complesso.

Dal 1995 i lavori sono stati finalizzati al restauro e riuso funzionale del complesso onde fornire al visitatore-ospite ampi spazi da utilizzare per manifestazioni, in un ottica di una più ampia fruizione pubblica anche a livello internazionale. A tal fine sono stati complessivamente recuperati per una superficie di circa 5.000 mq.

Storia della Venaria Reale 

Il Theatrum Sabaudiae, opera a stampa che dal 1682 presenta la magnificenza dei domini e delle residenze sabaude descrive così la Venaria:“Tra tutte le meravigliose residenze di piacere, in cui Sua Altezza Reale il duca di Savoia si reca abitualmente per ristorarsi dalle fatiche, la più importante e meritevole di essere visitata è quella che viene chiamata Venaria Reale, distante più di tre miglia da Torino. Fu il duca Carlo Emanuele II che le diede questo nome, perché riteneva che quella fosse una zona in cui si sarebbe potuto praticare la caccia secondo lo stile dei re".

Venaria Reale, esterno

Come ice il termine la Reggia fu inalzata dal duca Carlo Emanuele II per avere una sede stabile per la caccia al fine di celebrare la magnificenza del Duca, ponendo un fondamentale tassello a quel disegno di "delitie" seicentesche a corona di Torino Capitale.

La reggia si presentava come un corpo unico tra:Borgo, Reggia e Giardini che si sviluppava lungo un asse di ben 2 Km. Il Borgo, riproducente la forma del Collare dell'Annunziata, proponeva al centro una piazza quadrovale. La Reggia propriamente detta comprendeva due corti e aveva come nucleo centale il "Salone di Diana". A sud ovest erano le scuderie, i canili, la citroniera, il "Parco alto dei cervi" e, in fronte al Borgo, la cappella di S. Rocco.

Tra il 1699 e 1713, a seguito della demolizione da parte dei francesi, si intraprende un opera di rinnovamento il cui indirizzo era per la Corte di Vittorio Amedeo II: Versailles.

Venaria Reale, Cappella

Nel 1716 il cantiere fu affidato a Filippo Juvarra che operò su alcuni elementi nodali dell'impianto: la collocazione a sud est delle zone di servizio alla caccia, l'edificazione della cappella regia e la ricomposizione formale della corte unica in affaccio al borgo. Per definire questo grande spazio, Juvarra sopraelevò la galleria, aprendola verso l'esterno con una scansione di ampie finestre. L'opera dello Juvarra alla Reggia proseguì, tra il 1717 e il 1722, con la realizzazione della cappella dedicata a S.Uberto, edificio a croce greca smussata e cappelle circolari sulle diagonali. L'edificio detto "Scuderia grande" o "Citroniera", ma che in realtà comprendeva entrambe le funzioni, fu costruito su progetto di Filippo Juvarra tra il 1721 e il 1727 all'estremo sud orientale del complesso.

 Venaria Reale, particolare del soffitto

Alla morte di Juvarra, Benedetto Alfieri fu incaricato di proseguire i lavori alla reggia. Nel 1751 fu avviata la costruzione della manica ad "L", tra la chiesa e il padiglione garoviano verso il borgo, e furono iniziati il nuovo Belvedere e lo scalone delle tribune della chiesa. Tra il 1754 e il 1755 venne costruita la piccola galleria dell'Alfieri che collega la chiesa alla citroniera. Al 1757 risalgono le fabbriche dietro S.Uberto con funzioni di rimesse delle carrozze.

I giardini della Venaria Reale 

Nel Seicento e nel Settecento la progettazione delle residenze e dei parchi ad esse legati è infatti spesso opera del medesimo architetto; i borghi, i palazzi, i giardini e il territorio circostante sono regolati dalle leggi dell'architettura e crescono sulle medesime assialità, generando sistemi a grandissima scala.

Venaria Reale, i giardini

A Venaria Reale questo aspetto emerge chiaramente osservando gli antichi disegni, le incisioni, i dipinti e la realtà stessa degli edifici: la prospettiva della strada Maestra del Borgo attraversa la Sala di Diana e prosegue nei Giardini lungo la medesima retta, lo stesso accade per la fuga di stanze e di gallerie che prosegue in quello che era un lungo viale di olmi nel Giardino.

 Venaria Reale, giardini

La Citroniera offriva la sua grande facciata come fondale al viale più lungo del Parco, l'Allea Reale. Per questi motivi l'assenza totale dei Giardini, scomparsi all'inizio dell'Ottocento, costituiva un fatto grave, capace di ledere la possibilità di comprendere il senso e il valore del complesso, e di rendere mutilo il semplice restauro delle architetture.

L'antica composizione verde, peraltro, era ben nota e documentata grazie a disegni di progetto e rilievi di fine Settecento e confermata da una eccezionale foto aerea che certificava -al di sotto delle distese prative- la complessa trama di viali diagonali e ortogonali, e la presenza delle fondazioni delle architetture del giardino seicentesco.

Venaria Reale, lavori di ristrutturazione

In questo contesto, quindi, al restauro del palazzo e delle sue pertinenze (scuderie, maneggi, rimesse, cappella) si è affiancata la necessaria riproposizione di un Giardino. Non un restauro, ma un Giardino contemporaneo consapevole del rapporto strategico con l'architettura della residenza.

I nuovi Giardini di Venaria Reale riprendono quindi le assialità, le proporzioni, le dimensioni, i temi del Parco settecentesco ma svolgendoli in chiave del tutto contemporanea, in una reinterpretazione dell'antico.

I resti "archeologici" dell'impianto seicentesco quali: le fondazioni del Tempio di Diana, la struttura della Fontana d'Ercole, le grotte e il muraglione di sostegno, la grande Peschiera seicentesca e il viale delle piramidi arricchiscono la reggia con suggestivi ambienti.

Testo e illustrazioni sono prese dal sito ufficiale della Venaria Reale dove troverete tutte le inofrmazioni per visitare la superba Reggia: www.lavenaria.it