barocco e rococò, arte cultura e storia tra seicento e settecento
di Irene Marone
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Dopo aver compiuto gli studi presso il Conservatorio della Pietà dei Turchini, si recò a Roma per perfezionarsi nel contrappunto e di ritorno a Napoli ebbe l'incarico di secondo maestro presso l'istituto dei suoi studi giovanili. Compose molte opere, serie e buffe, destinate agli spettacoli per il sostentamento della Pietà, allestiti dagli scolari soprattutto nel vicino teatro San Bartolomeo, ed è considerato il capostipite del genere melodrammatico napoletano, ricco di intensità emotiva e intriso di vene malinconiche.
(Le Nozze di Iole ed Ercole, sinfonia introduttiva)
Le arie d'opera dei compositori napoletani avevano la peculiarità di presentare spesso testi con elementi dialettali, che le legavano strettamente al territorio e ne sottolineavano la destinazione esclusiva ai teatri metropolitani.
(aria di bravura dall'opera Farnace)
In quest'aria, dal tono malinconico e languido, sono ravvisabili tutti i caratteri del “cantato alla napoletana”, che caratterizzano lo stile di Jommelli, Pergolesi, Paisiello fino alla moderna canzone popolare. Da notarsi l'impiego ricorrente del secondo e quinto grado diminuiti della scala minore armonica, espediente sonoro talmente usato dai musicisti partenopei da aver dato il nome di “scala napoletana” a questa variazione della scala originaria.
Alfateatro di Torino offre ai lettori di baroque ingressi ridotti per la stagione 2011/2012